Il sindacalista con gli stivali in Parlamento

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La moglie di Cesare deve non solo essere onesta, ma anche sembrare onesta, scrive Plutarco nella vita di Cesare, La massima, risalente ai romani, ha resistito in Italia fino agli anni del craxismo e del berlusconismo. Poi è naufragata. Eppure la moralità dei servitori della Repubblica e dei loro congiunti (res pubblica = cosa pubblica, di tutti) devono essere al di sopra di ogni sospetto. Oggi i casi illeciti sono tollerati e, solo in casi di gravi condanne penali passate in giudicato (campa cavallo con tutte le guarentigie, i privilegi e le lungaggini dei processi!), i “poco onorevoli” vengono sospesi – non per sempre- in applicazione alla legge Severino. Non a caso il Parlamento annovera fra i suoi membri indagati e condannati in primo grado per reati anche molto gravi e rientri clamorosi come quello di Berlusconi. Poi ci si domanda il perché di tanta diffidenza verso la politica ed i politici e del crescente astensionismo. La vicenda di Soumahoro Abaubakar è, sotto questo profilo, illuminante per il gran chiasso che si è fatto sui giornali, i social e i media. Arrivato in Italia a 19 anni ha fatto il sindacalista occupandosi dei dritti dei braccianti sfruttati in agricoltura fino ai limiti della schiavitù. Ha fondato una propria associazione sindacale, si è laureato, ha girato l’Italia in lungo ed in largo ed ha cominciato a far parlare di sé fino a conquistare un grande successo ed una presenza costante sui media ed in televisione che l’ha portato in parlamento. Poi è caduto sulla classica buccia di banana: ha sposato una donna che lavorava in una cooperativa che occupa lavoratori immigrati come braccianti agricoli. La cooperativa della suocera di Soumahoro è finita sotto inchiesta per stipendi non pagati, contributi non versati, tasse evase, maltrattamenti e diritti negati. Soumahoro avrebbe dovuto combattere anche in famiglia per gli stessi diritti. Ma non lo ha fatto giustificandosi con il non sapere. Non è indagato, si è dichiarato estraneo a tutta la vicenda ammettendo di aver commesso solo una leggerezza. Gli accusatori e le testimonianze, invece, la pensano diversamente; dicono cose gravi contro la cooperativa di famiglia e sostengono che non poteva non sapere perché la moglie era stata nel sistema e lui stesso frequentava la cooperativa presso i cui locali aveva la sede legale della sua associazione sindacale. Si domandano pure come abbia vissuto in tutti questi anni, con un villino comprato a Roma e con una moglie fotografata con vestiti, scarpe e borse griffate. Su pressione di Benelli e Fratoianni capi dei verdi e di sinistra unita si è auto sospeso dal gruppo parlamentare e si è dichiarato disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie. Staremo a vedere, ma alcune considerazioni vanno fatte, senza alcun condizionamento sul colore della sua pelle e nessun pregiudizio sul perché abbia deciso di darsi alla politica quando ancora svolge attività politica. E’ indubbia la ricerca e la costruzione di una immagine personale e uno stile di vita un po’ anomalo e poco consono al perseguimento della sua azione sindacale. Soumahoro è un ingenuo, un imbroglione o uno spregiudicato? Non si può passare sotto silenzio, infine, la brutta figura della sinistra per omesso controllo e per il prevalere di elementi che non hanno nulla a che fare con gli obbiettivi ai quali dovrebbe ispirarsi la Politica con la “P” maiuscola!

di Nino Lanzetta