Immaginando gli scenari possibili

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Al momento di scrivere queste riflessioni il voto è ancora in corso e i primi risultati potrebbero conoscersi quando già il giornale è in edicola. I sondaggi conosciuti danno la vittoria alle destre ma le sorprese sono sempre possibili e, talvolta, piacevoli, anche sei miracoli non sono all’ordine del giorno. Con ogni probabilità vinceranno le destre, anche grazie ad una legge elettorale così squallida, e la Meloni avrà l’incarico di formare il nuovo governo. Sarà il primo Presidente donna.

Non c’è da invidiarla, ed anche lei, passato il primo momento di euforia, potrebbe rimpiangere di trovarsi a gestire –con gli alleati che si ritrova- una situazione così difficile e complessa da far tremare le vene ed i polsi per almeno due motivi. Il primo perché la situazione del Paese è di una gravità mai verificata dal dopoguerra ad oggi; il secondo perché è estremamente pericoloso discostarsi dal modello Draghi e non proseguire lungo il tracciato che ha delineato.

E’ cominciata la quarta repubblica ed il Paese è in crisi profonda e spaccato in due e la Meloni non ha la statura e la reputazione mondiale di un Draghi e gli alleati, Salvini in testa, non le daranno tregua con il rischio che le tensioni sociali aumenteranno e potranno avere sbocchi non desiderabili. Il Presidenzialismo, l’autonomia differenziata (da fare al primo Consiglio dei Ministri, come vuole Salvini), la flat tax il rebus delle bollette, il rincaro dei beni alimentari (l’aumento del pane e de latte!), l’inflazione a due cifre, le aziende che non hanno riaperto dopo le ferie o che stanno per chiudere, la ricchezza che va accumulandosi sempre di più nelle meni di poche persone (n l’1% della popolazione  detiene il 45,6% ), le disuguaglianze in continuo aumento, costituiscono una miccia di incalcolabile pericolosità sociale. Non dimentichiamoci che l’assalto ai forni, fu uno dei prodromi della rivoluzione francese!

In una situazione così drammatica occorrerebbe un governo di salute pubblica, irrealizzabile dopo l’esperienza del Governo Draghi nel quale proprio la Meloni scelse di stare all’opposizione per puri calcoli elettoralistici ed oggi sarebbe fatta segno dello stesso trattamento da parte del partiti che hanno perso le elezioni.

Gli occhi dell’Europa (vedi da ultimo le dichiarazioni di Ursula von der Leyen!) e dell’America sono puntati sull’Italia e la Meloni dovrà muoversi con i piedi di piombo. Oggi si proclama atlantista, anti- Putin ed a favore dell’Ucraina, europeista, anche se poi dice che in Europa “é finita la pacchia” e farà prevalere gli interessi nazionali come se questi non si identificassero in quelli comuni europei. Poi si proclama amico di Orban (che –dice- ha vinto regolari elezioni!) e tira la volata al partito spagnolo franchista di Vox.

Ma anche se le sue convinzioni fossero davvero cambiate, i suoi alleati accetterebbero un cambiamento di programma così radicale? Lo vedremo dai primi provvedimenti e dalle nomine dei ministri! Se dovesse vincere il centro sinistra, con Conte, Renzi e Calenda le cose non scorrerebbero lisce!

Chi vivrà vedrà! Certamente l’autunno e l’inverno saranno freddi, con i caloriferi al minino e, in molte famiglie, con le cene (romantiche!!)a lume di candele!

di Nino Lanzetta