In ricordo dell’artista Di Nenna, dal monumento ai caduti di Lioni all’omaggio alla vita di Torella

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Apprendo con molto ritardo la notizia della morte di Giovanni Di Nenna. Provo un grande dolore. Tento di scrivere qualcosa su di lui: ma il cuore mi batte e le mani mi tremano… Con lui se va, oltre l’artista, l’amico. Dell’artista rimane l’opera. Dell’amico il ricordo, indelebile. Ma l’Irpinia perde, irrimediabilmente, per sempre un degno figlio; e perde, soprattuttto, una pagina ricca di umanità vera di storia della cultura artistica irpina del secondo Novecento.  Che dire di Giovanni Di Nenna? Tanto ma sarebbe troppo lungo dirlo. Sintetizziamo perciò solo i tratti essenziali della sua personalità elencando gli aggettivi che più la caratterizzarono in vita e che acquistano con lui  il loro autentico significato originario:  egli fu gioviale, dinamico, attivo, creativo,  solidale, amico nel vero senso della parola, altruista, affettuoso, generoso, simpatico, ironico, sperimentatore del nuovo, coraggioso, sensibile, onesto e leale, legato da amore  all’Irpinia e a Torella dei Lombardi, suo paese d’origine. Tante le sculture da lui realizzate, come l’opera scultorea del monumento ai caduti sito a Lioni nella piazza centrale e l’opera-simbolo del Premio Letterario Antonio Guerriero “Civetta di Minerva”.  Ma l’opera  forse più congeniale alla personalità di Di Nenna è  “Omaggio alla vita” ( bronzo del 2001 collocato a Torella dei Lombardi) per la forte espressività che la connota. Dell’artista abbiamo scritto in numerose occasioni dagli anni sessanta ad oggi. Il suo nominativo sarà inserito nella monografia di prossima pubblicazione “Pittori Irpini del Novecento”.

Riccardo Sica