Montevergine accoglie la nuova pala d’altare dedicata alla Pentecoste

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Un invito ad essere testimoni dell’amore di Dio sull’esempio di Maria, nel segno del Mistero della Pentecoste che da ieri campeggia sull’altare della chiesa, nel santuario di Montevergine. E’ il messaggio lanciato dall’abate Riccardo Guariglia alla comunità di fedeli, in occasione della celebrazione festa dell’Immacolata. “Dio – ricorda Guariglia – ci offre sempre una nuova opportunità, simboleggiata da Maria, che si fa strumento del suo disegno, modello di fedeltà e fiducia nella volontà del Signore. Concepita senza macchia, la Vergine è espressione dell’amore nei confronti dell’altro che deve caratterizzare ogni cristiano. Come Maria, che non esista un istante quando l’Angelo le annuncia la buona novella, anche noi siamo chiamati a dire sì a Dio, co”. Di qui l’invito rivolto ai cristiani a fare della Parola di Dio il “centro della propria vita, il cristiano deve rispondere sì in ogni momento, affidandosi alla volontà di Dio, accogliendo l’altro”.
Sottolinea come Maria si fa testimone del “Mistero di natale, in cui il bambino si fa uomo, il primo degli uomini si fa ultimo, per trasformare la nostra debolezza in forza”. Una celebrazione che è stata l’occasione per presentare la nuova opera collocata sull’altare “Il Mistero della Pentecoste” di Piero Casentini. E’ Guariglia a ricordare come la scelta del soggetto dell’opera non sia casuale “Su questo trono fino a dieci anni fa c’era l’icona della Madonna, poi la Maestà di Montevergine fu riportata nell’antica cappella, il vuoto che si era creato è stato colmato oggi con uno dei misteri della nostra fede. Fu proprio in occasione della Pentecoste del 1123 che il fondatore Guglielmo consacrò la prima chiesa in onore di Maria, l’anno prossimo celebreremo, infatti, i novecento anni della Fondazione. La Pentecoste è, dunque, strettamente collegata alla storia del santuario. Con quest’opera, inoltre, si completa il ciclo dedicato ai misteri che caratterizzano questa chiesa”. Ricorda, rivolgendosi ai fedeli come “Questa tela l’avete realizzata voi col vostro contributo, con le vostre tele e si carica di un messaggio forte, ci invita ad essere testimoni di quell’amore come lo ha vissuto Maria”.
La cerimonia, a cui ha partecipato anche il sindaco Vittorio D’Alessio, è stata anche l’occasione per inaugurare la nuova sala dei presepi antichi del Museo di Montevergine che riunisce sculture risalenti al 1600-1700 e 1800. Proprio il Museo rappresenta, infatti, uno dei fiori all’occhiello di Montevergine.