Quando l’etica incontra la filosofia, al via la scuola di formazione

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SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE: FILOSOFIA – MATEMATICA ED ECONOMIA
l’economia ha bisogno della filosofia

La sezione di Avellino della Società Filosofica Italiana (SFI), insieme al “Consorzio Irpino per la promozione della Cultura, della Ricerca e degli Studi Universitari” (CIRPU) e al Dipartimento di Matematica dell’Università di Salerno (DIPMAT), negli ultimi anni ha realizzato un ciclo di seminari, dimostrativo dei nessi tra la cultura umanistica e la cultura scientifica.
Il primo percorso ha riguardato i rapporti e le relazioni tra Filosofia e Matematica (2014), il secondo i rapporti di queste due discipline con la Letteratura (2015), nell’anno successivo con la Storia, quindi, nel 2017, i nessi fra i linguaggi. L’iniziativa, fin dalla sua genesi, fu pensata come preparazione e sperimentazione del progetto “Liceo Matematico”, avviato ormai da tre anni sul territorio campano e diffusosi quest’anno in tutta Italia. Con inizio il 13 Dicembre, il programma della Scuola di alta formazione, finanziata dal CIRPU, quest’anno affronta il tema: FILOSOFIA – MATEMATICA ED ECONOMIA: prospettive dello sviluppo umano in un confronto transdisciplinare. La novità del ciclo 2018 è la ricerca delle connessioni con l’Economia. Affrontando le relazioni fra crescita economica e sviluppo umano, si vogliono approfondire i rapporti fra etica ed economia, libertà e giustizia. Risulteranno evidenti i limiti della razionalità nelle scelte e nelle decisioni. In sintesi, la strada è indicata già da di M. Nussbaum: l’economia ha bisogno della filosofia.
Se attore e protagonista dei calcoli e dello sviluppo è l’uomo, spesso decidiamo con presunzione salvo poi a rendersi conto che la razionalità è limitata. Le decisioni sono difficili da assumere, la razionalità e l’intelligenza dell’impresa hanno bisogno di svilupparsi, di crescere sia nella forma individuale che in quella collettiva.
Nello sviluppo del ciclo degli incontri risulterà sempre più evidente che un vero aggiornamento professionale nella conoscenza delle tre discipline e nella pratica didattica in forma transdisciplinare, non prescinde dallo studio e dalla conoscenza di tante nuove prospettive, per esempio quelle note di A. Sen (Lo sviluppo è libertà, La diseguaglianza. Un riesame critico) e degli squilibri e delle contraddizioni della globalizzazione. Utili saranno anche le letture dei testi suggeriti dai diversi relatori, a cominciare da almeno uno di Martha Nussbaum, come: Giustizia sociale e dignità umana. Da individui a persone, Creare capacità. Liberarsi dalla dittatura del Pil. La metodologia del laboratorio e del riferimento ai testi sarà adottata con decisione e continuità, in modo da coinvolgere tutti gli iscritti e conferire significato anche allo studio individuale di ciascuno. Il tempo della formazione tiene conto, quindi, anche di questi momenti interattivi, preceduti da studio casalingo e produzione personale.
L’ultimo incontro, previsto per il 20 Aprile, sarà tenuto da Mons. Arturo Aiello, il vescovo di Avellino, il quale saprà egregiamente sintetizzare ed additare gli attuali valori sociali a cui il magistero della Chiesa si ispira per costruire giustizia fra le generazioni e dialogo fra politica ed economia per la pienezza umana. La presenza di Mons. Aiello in un itinerario di formazione rivolto al mondo della scuola significa che nello studio dei contenuti disciplinari vanno rinvenuti i legami profondi, che si ha bisogno di una cultura senza schemi settoriali. Per disegnare, riprogrammare e contribuire allo sviluppo umano è necessario riguadagnare idealità sane e durature, impegno e valori d’insieme ed andare oltre la stagnazione e l’inerzia parolaia e presenzialista di questi ultimi anni.
Le idee e le finalità presenti in questo programma sono una risposta al bisogno diffuso di capire economia e società, oggi; sono uno stimolo per un’azione didattica che promuova capacità, capability approach ed attui l’educazione come fonte di giustizia sociale.
Chiariti i motivi e gli elementi fondanti del ciclo di seminari, prendiamo seriamente in considerazione cosa potrebbe impedire a qualcuno di partecipare.
Il solo impedimento può venire da altri impegni di forza maggiore: non avere tempo!
Il tempo e non l’interesse mancherà ai professori coinvolti nel disastro del Liceo Mancini, ad essi è negata questa possibilità non solo perché costretti ai turni pomeridiani e serali. Molti hanno seguito le passate edizioni e, già da tempo, hanno espresso il proprio bisogno di realizzare un ulteriore approfondimento in questa congiunzione disciplinare.
Essi non possono programmare, non possono pensare ad uno sviluppo di quel curricolo sperimentale del liceo matematico, tanto essenziale, quanto innovativo per continuare al meglio la crescita qualitativa nell’Istituto insignito del titolo di scuola più innovativa d’Italia.
Siamo tutti spiazzati e costretti a guardare increduli i sigilli apposti dai carabinieri, senza sapere dove, come, quando si potrà ricominciare. I docenti del Mancini, salvo momenti occasionali e fortuiti, non potranno partecipare a questo percorso, sebbene molti seminari si svolgeranno presso i locali dell’Istituto “G. Dorso”, in via Morelli e Silvati, ove attualmente sono ospitate molte classi.
La lesione del diritto all’aggiornamento ed alla formazione non solo cancella una prerogativa caratterizzante la professione del docente, ma ostacola anche la realizzazione di un dovere, provoca danni morali, perché incide negativamente sulla motivazione e sull’entusiasmo di professori che vogliono veramente “promuovere capacità”. I danni si moltiplicano se pensiamo a come è svilito il diritto allo studio degli studenti. Le mancate innovazioni di contenuto e di metodo degli insegnanti provocano mediocrità e qualunquismo fra gli alunni.
La scuola, l’educazione e la professione docente invece di essere fonte di giustizia sociale, divengono eclatante esempio di ingiustizia e danno. A chi giova? Di chi le colpe prossime e remote?
Speriamo che il dissesto dell’edilizia scolastica nella nostra città abbia compiuto il suo ultimo atto, che non ve ne siano altri ….! Vorremmo suggerire a quanti sono deputati a ripristinare la serenità e l’efficienza della scuola in Avellino, di ricordarsi che anche per questa urgenza vale il monito: RUIT HORA!
Il Presidente della Sezione
Provinciale di Avellino della SFI
prof. Giovanni Sasso CIRPU / DIPMAT – UNISA
prof. Francesco Saverio Tortoriello