Virus, battaglia da vincere

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Con l’autunno, la riapertura delle scuole e la fine delle vacanze (spiagge, discoteche, movida) il Covid 19 ha ricominciato a correre e, purtroppo, si teme che possa ancora crescere. Siamo a quota 5.000 contagi al giorno e non c’è da stare allegri. Il virus si è paurosamente esteso alle regioni del sud e la Campania, miracolosamente scampata alla prima ondata più per meriti di San Gennaro che per quelli di De Luca, è balzata ai primi posti nella media nazionale: dai 600 ai 700 contagi al giorno e il suo RT (indice di contagio) è 1,24 è il più alto in Italia. De Luca, anche se non lo dà a vedere, stavolta è davvero preoccupato perché sa che la rete ospedaliera, con soli 335 posti in terapia intensiva, non reggerebbe ad una impennata dei contagi. Ha minacciato di chiudere tutto se i contagi dovessero superare quota 800. Il Presidente Mattarella ha ammonito che restare aperto è responsabilità di tutti. Un secondo lockdown generalizzato sarebbe la fine della pur esigua ripresina e si tornerebbe al buio più fitto. Bene ha fatto il Governo di chiedere al Parlamento (la cui funzione non è affatto svilita come sostengono l’opposizione e certi opinionisti) la proroga dello stato di emergenza per una uniformità e prontezza di interventi che il protagonismo, a volte negativo di alcune Regioni, spesso ostacola. Chi non ricorda la riapertura delle discoteche, di alcune attività non essenziali e la gestione disastrosa della pandemia da parte della Lombardia? Molte Regioni non hanno ancora distribuito il vaccino antinfluenzale che si ritiene necessario per gli anziani e riorganizzato un efficace sistema di tracciamento dei contagi sul territorio e un aumento di tamponi. Quella del Virus è una battaglia da vincere con la responsabilità e l’aiuto di tutti i partiti e delle forze sociali del Paese, senza far prevalere interessi di parte e soprattutto senza tentare di mettere le mani sui fondi che sono in arrivo dall’Europa. Purtroppo la Lega soffia sul fuoco in un’altalena di critiche e di proposte che cambiano di giorno in giorno. Salvini si comporta da irresponsabile: aperture, chiusure, mascherine, non mascherine, proteste di piazza con folle non controllate. Non si capisce come possa candidarsi alla guida del Paese! Non si può sempre indicare il colpevole di turno e dividersi di fronte ad un pericolo incombente. Il mantra dell’emigrato, fonte di tutti i mali, e dell’incapacità del Governo appaiono, ormai, un’arma spuntata. Le Regioni dovranno concordare con il Governo centrale le chiusure delle zone rosse, i provvedimenti che intendono prendere nel campo della scuola, dei trasporti, delle organizzazioni delle Asl e dei medici di base e gli altri presidi sul territorio, Non può fare ognuna di testa sua. Il Governo, d’altronde, dovrà essere più incisivo; aumentare il numero dei tamponi, informare quotidianamente i cittadini sui pericoli e le misure che si intendono prendere; dovrà vietare gli eventi di massa e la protesta di piazza senza il rispetto delle misure di sicurezza e aumentare i posti di terapia intensiva. Potrebbe proporre, già dal prossimo DPCM- il divieto di spostamento tra le regioni, rafforzare il lavoro a casa, potenziare i trasporti garantendo maggiore sicurezza, chiudere i bar prima della mezzanotte, proibire gli sport di contatto e contingentare (max.30) matrimoni e battesimi. Il resto lo dovranno fare i singoli mostrando quella responsabilità che hanno avuto nel corso della prima ondata. Purtroppo il vaccino è ancora lontano e ne avremo per altri sette o otto mesi. Nel frattempo è cambiato il nostro modo di comportarci e le nostre abitudini, perfino familiari, e si è ingenerato nelle persone anziane un senso di paura ed una percezione diversa della caducità della vita. Speriamo di tornare al più presto alla normalità per poterci dedicare conseguentemente ed esclusivamente al rilancio dell’economia..

di Nino Lanzetta